Relazione ed emozioni in musicoterapia

Relazione ed emozioni in musicoterapia

Agitare questi sentimenti le era doloroso; ma tutavia sapeva ch'era la parte migliore dell'animo suo e che questa parte dell'animo suo si cicatrizzava rapidamente nella vita che conduceva".
L. N. Tolstoj

Ho scelto di citare la frase che L. N. Tolstoj scrive in Anna Karenina perché, rileggendola, mi ha riportato alla mente sensazioni personali prima di alcune sedute di musicoterapia. Trovo che partire dalle proprie sensazioni sia un buon punto di partenza per predisporsi ad entrare in relazione con l'altro. Agli inizi del mio lavoro, provavo ansia nell'atesa di qualcosa che non conoscevo e allo stesso modo avevo la sensazione che quest'ansia si sarebbe pian piano sciolta una volta intrapreso il percorso. Per questo, la frase iniziale mi è così significativa: i sentimenti, le emozioni e le sensazioni non sono semplici da percepire o dar loro un nome e spesso è anche angoscioso qualificarle; ma è proprio in questa angoscia che è racchiuso e custodito l'impulso a vivere. Senza l'angoscia non esisterebbe la realtà ed è per questo motivo che, addentrarsi in ciò che spaventa è un modo per sopravvivere e non chiudersi alla vita.
Le emozioni in musicoterapia sono veicolate atraverso e con la musica. Essa è talmente ativa nel processo che a volte ricopre funzioni che spesso sarebbero del terapeuta e fa nascere domande quali: è la musica che fornisce il rimedio terapeutico o è il terapeuta che utilizza la musica come parte del rimedio? (K. E. Bruscia). Possiamo quindi dire che l'arte in generale sia intrinsecamente curativa ma è il terapeuta che la trasforma in terapia?
L'esprimersi musicalmente, sia da parte del musicoterapeuta che da parte del cliente, trova origine da bisogni diversi accomunati dalla necessità di utilizzare il linguaggio sonoro-musicale durante una seduta per rendere significativi quei "processi dinamici di cambiamento" che possono emergere grazie alla relazione traghetata dalla musica. Essa rappresenta l'essenza dell'essere umano e proprio per questo, in musicoterapia, assume non solo il ruolo di supporto ma anche quello di linguaggio comune in grado di veicolare, atraverso l'esperienza musicale, espressività, creatività e intenzionalità.
Ogni relazione è unica. Che sia fra due o più individui, fra arte ed essere umano, fra spiritualità e pensiero, il caratere è soggetivo e interpretativo. Ogni relazione vive la condizione di interdipendenza, vale a dire di rapporto di intima connessione e di reciproca dipendenza tra due livelli: il primo che cerca di conferire senso all'esistenza e il secondo che preserva la vita stessa. La musicoterapia può essere adoperata in entrambi i livelli afinché il musicoterapeuta aiuti il cliente ad aprirsi alla molteplicità dei significati della sua esistenza (G. Gaggero, 2005).

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