Didattica efficace e metacognizione

Didattica efficace e metacognizione

Quali sono gli ingredienti di una didattica efficace?
Dopo aver approfondito e sottolineato l’importanza delle emozioni positive nei processi di apprendimento, continuiamo l’analisi delle caratteristiche di una didattica di successo parlando di strategie didattiche e metacognizione…

Una didattica efficace genera curiosità, motivazione allo studio e successo scolastico, asseconda e valorizza il potenziale di apprendimento di ciascun alunno, favorendo la sua autonomia ed incrementando autoefficacia ed autostima.
Il successo scolastico è un obiettivo raggiungibile da qualsiasi studente e lo si può perseguire attraverso una serie di strategie didattiche efficaci che mirano allo sviluppo di una particolare capacità: la “metacognizione”. Di cosa si tratta?

Il termine metacognizione significa letteralmente “oltre la cognizione” ed indica la capacità di “pensare sul pensiero” e poter riflettere sulle proprie capacità cognitive.
Avere una buona consapevolezza riguardo il funzionamento dei propri processi cognitivi permette di auto-guidare il proprio apprendimento utilizzando i canali e le strategie che abbiamo scoperto essere più efficienti di altri; avere una buona metacognizione significa conoscere i propri punti di forza e debolezza e saper sfruttare al meglio le proprie risorse per riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati.
È quindi necessario che la didattica non si limiti alla trasmissione di conoscenze e nozioni, ma che si dedichi all’insegnamento di abilità e competenze e tra queste proprio quella di “imparare ad imparare ”, ovvero di favorire l’acquisizione di una serie di strategie che permettano allo studente di apprendere nel modo per lui più efficace e funzionale. In questa ottica, lo studente diventa parte attiva del suo processo di apprendimento:  l’allievo “metacognitivo” costruisce il proprio bagaglio intellettuale attraverso domande, investigazioni e problemi da risolvere.

La “didattica metacognitiva” rappresenta una modalità privilegiata per trasmettere contenuti e strategie poiché mira alla costruzione di una mente aperta e privilegia non cosa l’alunno apprende, ma come lo fa. L’alunno impara a riflettere su aspetti riguardanti la propria personale capacità di stare attento, di concentrarsi, di ricordare, di fare collegamenti.

Cosa può fare quindi un insegnante per sviluppare e sostenere questa competenza?
Ci sono una serie di strategie didattiche che mirano proprio all’acquisizione ed al consolidamento di questa capacità e che risultano essere alla base di un buono ed efficace metodo di studio. Vediamone alcune:

1 – Strategia di selezione
Come suggerisce il nome stesso, questa strategia consiste nel selezionare informazioni rilevanti a scapito di altre ritenute superflue. Il processo di selezione non è immediato né semplice, procede per gradi e va affinandosi con l’esperienza. Alcuni suggerimenti: a) rivedere il programma e scegliere le idee centrali; b) annotare i paragrafi dei capitoli, sottolineando i concetti più importanti; c) leggere i sommari o le sintesi a fine capitolo; d) individuare ed analizzare le parole chiave del testo, aiutandosi con domande guida.

2 – Strategia organizzativa
Organizzare il materiale appreso significa connettere fra loro i vari pezzi di informazione acquisita. L’organizzazione deve seguire un ordine logico ed essere supportata da dettagli ed esempi. Una delle strategie organizzative più efficaci ed utilizzate è la mappa concettuale che, se ben fatta, predispone lo studente ad un’autovalutazione su ciò che ha appreso.

3 – Strategia di elaborazione
L’elaborazione consiste nella formazione di connessioni tra le nuove informazioni e quelle già presenti in memoria. Creare ponti ed associazioni tra ciò che si deve apprendere e ciò che già conosciamo è sicuramente la modalità di apprendimento più efficace.

4 – Strategia di ripetizione
La ripetizione è una delle tecniche associate alla memorizzazione di un’informazione. Per memorizzare in maniera efficace e duratura, occorre ripetersi l’informazione in modo assiduo e istantaneo; la memorizzazione inizia nel momento stesso della spiegazione e non successivamente. Se dobbiamo memorizzare un numero che ci viene dettato al telefono, dobbiamo infatti cominciare immediatamente a ripeterlo internamente, altrimenti rischiamo di perdere l’informazione.

 

Per concludere quindi, un bravo insegnante in classe concede spazi temporali adeguati affinché gli allievi possano memorizzare all’istante i concetti. Una volta che lo studente ha identificata la strategia più utile per apprendere, può stabilire come e quando applicarla e compiere un automonitoraggio costante che gli consente di raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo è quello che viene detto “atto metacognitivo” e che la didattica dovrebbe insegnare ai propri studenti.

Dott.ssa Silvia Uccello | Psicologa esperta in Neuropsicologia

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